10 agosto 2016

Un morso di panino Valle Argentina

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Un concentrato di sapore. Pochi centimetri quadrati intrisi di un gusto identificativo e trasferibile con buone possibilità di condivisione al palato di chiunque, sviluppando un piccolo progetto in maniera amichevole quanto dimostrativa.

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Fatto così, quasi en plein air, insieme ad amici : Giancarlo Pontillo e la sua chef, Roberto Mostini, ed infine con il primo ospite degustatore casuale; un altro vecchio amico con il quale non ci si vedeva da chissà quanti anni : il “carnation cuttings specialist” Sergio Santamaria. Special guest.

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Con Sergio Santamaria, degustatore numero zero del panino Valle Argentina

Ma è nulla per caso, compresi incontri e incroci in alta valle. Una giornata pregna di idee e di buone intenzioni. Uno sviluppo dell’idea tradotta in pratica, che non si dica che i messaggi si perdano nell’aria calda e umida di agosto del lungo mare. No, quassù a Realdo il fresco aiuta non solo i polmoni ma anche il cervello. Qui l’ossigeno rende bene, a rapido effetto, pronto ad interagire con il territorio.

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Giancarlo Pontillo indica la strada che porta alle ortiche

Cosa vuole rappresentare il panino Valle Argentina? Un prodotto alimentare -artigianale-che sintetizzi un concetto. Tu arrivi in Valle Argentina e devi trovare un prodotto alimentare complesso -non complicato, solo complesso- che però ti devi ricordare, come fosse un marchio, o anche meglio : un timbro sul palato. Ancora non mi si stacca quel gusto.

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Eccole le ortiche!

Come si fa il panino? Si fa con la storia e la cultura. Si prende la bistecca di montagna, la farinata di ceci, ci si aggiunge un’altra sana parte vegetale -in questa stagione ortiche saltate in aglio e olio- e poi una percentuale golosa, cremosa : una leggera fonduta di toma di pecora brigasca. Ad impreziosire il tutto i funghi della alta Valle Argentina, che non devono mancare mai, secchi o freschi che siano, a identificare ulteriormente un territorio.

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Poi, in altre stagioni potrebbe entrare del cavolo all’aceto invece dell’ortica, a dare una bella nota fresca acida e rinfrancante, a turisti, motociclisti, bikers e a tutti quelli che vorranno tradurre in un sapore un territorio.

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Le ortiche …

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In padella, aglio e olio

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Funghi

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Il panino aperto e la toma per fare la fonduta

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La farinata, calda, appena ripassata in padella come il pane

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La fonduta di toma di pecora brigasca

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Giu’ a pioggia

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foto gdf

 

 

 

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