LaStampa.it Scritto da marco pietrosante

Il food incontra il design: la fusione dei sensi nella ricerca culinaria di elBulli Foundation

Si è appena conclusa presso la Somerset House di Londra una esaustiva retrospettiva sul lavoro di uno dei protagonisti del nostro tempo: lo chef Ferran Adrià. L’attività di ricerca che Adrià ha condotto in ambito food lo ha portato, nel corso della sua appassionante carriera, alla costituzione della elBulli Foundation, luogo in cui esperti provenienti da diverse discipline si possono confrontare e possono collaborare per l’elaborazione di nuovi concept legati appunto al food. Molti dei valori espressi nella fondazione di Adrià, sono presenti nella Sintesi della cucina di elBulli, in cui il design veniva citato apertamente come elemento “basilare per il progresso della cucina”.

La relazione tra progetto e cibo è molto profonda e l’Italia può vantare uno degli esempi più noti a livello internazionale: la pasta, prodotto in cui uno stesso materiale viene declinato in un numero infinito di varianti, con l’obiettivo di diversificare la fruibilità del prodotto e migliorare l’esperienza dell’utente. L’Osservatorio permanente del Design ADI ha recentemente segnalato proprio un nuovo tipo di pasta che assume queste qualità: si tratta di Campotto, prodotto da Pastificio dei Campi e disegnato da Mauro Olivieri.

Ma la pasta non è l’unica eccellenza italiana: sappiamo tutti che il comparto del cibo rappresenta un punto di forza della produzione nazionale, con volumi d’affari che la pongono ai vertici della nostra economia. Un settore industriale importante, per il quale il design ha avuto in passato scarsa attenzione e che oggi vive un momento di particolare vitalità; molti progettisti, infatti, hanno rivolto i loro interessi verso questa larga fetta del mondo della produzione, con l’obiettivo di contribuire a dare dignità e consistenza ai prodotti realizzati dalle aziende.

In realtà il mondo del design già da tempo ha posto l’accento sul tema del cibo e industria, attraverso la disciplina progettuale del Food Design.
Chi opera in questo ambito si pone l’obiettivo di affrontare in maniera sistemica il progetto alimentare, consapevole che l’esperienza del cibo si fonda sull’approccio sinestetico, ovvero contemporaneo, dei vari sensi. Del resto l’approccio progettuale olistico, tipico nell’attività del designer, diventa sempre più parte integrante della ricerca in aree tematiche diverse. Per rendercene conto basta tornare a Ferran Adrià e leggere alcuni dei punti programmatici del team di elBulli, lì dove si dice, ad esempio, che “la ricerca tecnico-concettuale è il vertice della piramide creativa” o che la ricerca in ambito culinario “è un linguaggio mediante il quale si può esprimere armonia, creatività, felicità, bellezza, poesia, complessità, magia, humour, provocazione, cultura”. Termini che appartengono al lessico del design fin dalla sua costituzione.