presentazione e regolamento concorso

Mauro Olivieri Designer

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PROGETTO MOSTRALOSPAGO

PREMESSA

Lo spaghetto numero 5 rappresenta l’esempio più preciso e riuscito in tema di food design. Il primo esempio di perfezione di architettura alimentare. Talmente perfetto che pare non ci sia più modo di uscirne con un tratteggio diverso dall’universale modo di servirlo: in piatto fondo, con la sua salsa e con il ricciolo di spaghetti arrotolati e presentati ammassati a torre. Questo per quanto riguarda i bravi cuochi, figuriamoci gli altri.

La perfezione immutabile dello spaghetto bollito, unito ad una salsa e servito in un piatto fondo, da mangiare con quel giro di polso dove solo noi italiani eccelliamo, ma dove non troviamo altro accordo comune che non sia in quel gesto.

La prima domanda è : ma è possibile uscire da questa logica? E’ possibile cambiare ed evolvere questo concetto attraverso la trasformazione di contenuto e contenitore? Siamo in mezzo al guado : tra l’archetipo del food e del design.

Qualcuno in realtà ci ha provato, ma l’esperienza si è risolta in fretta e in una sorta di esercizio di stile senza evoluzione, come una buona idea a cui ha fatto seguito un progetto non abbastanza bene supportato dalla comunicazione o comunque non capito, perché troppo fine a se stesso. Lo spaghetto è un cibo popolare, la sua evoluzione deve essere condivisibile e non snobistica. Una contraddizione confermata dal più grande chef manager del pianeta.

Infatti fu lo stesso Alain Ducasse ad affermare: non aprirò mai un ristorante gastronomico in Italia se gli italiani non si metteranno prima d’accordo su quale debba essere la giusta cottura della pasta. E non parliamo neppure delle salse più adeguate … Cominciano le contraddizioni.

All’estero con uno spaghetto riescono ad essere perfino più creativi, non avendo dogmi di fondo. Li rompono, li mangiano con il cucchiaio, con le mani, li condiscono nei modi più incauti, ma almeno ci provano, appunto, non avendo radici comuni con il prodotto. Liberi da radici si muovono senza vincoli.

Coraggio, snodiamoci. Sciogliamo il nodo allo spago. Il design come l’arte non deve per forza dare risposte. Innanzitutto si deve interrogare.

OBIETTIVO

Per questo -per cambiare ed evolvere -vorremmo essere propostivi ed indire un Concorso, un contest dove invitiamo cuochi di ogni genere e stile, che vogliano cimentarsi nella risoluzione di un pensiero che finalmente ci sleghi il nodo dello spago. Contenuto e contenitore, a mano libera, ridisegnando il modo di mangiare lo spaghetto. Sleghiamoci dal nodo dello spago. Insomma, srotoliamo questa matassa.

CONDIZIONI

Poche regole, registratevi, compilate la scheda apposita nei termini indicati ed inviateci venti righe che spieghino il progetto e tre belle foto che documentino contenuto e contenitore. La e-mail di riferimento è questa: mauroolivieri.design@gmail.com

 

Da parte nostra ci riserviamo il diritto di utilizzo delle immagini ritenute idonee, per realizzare perfomance e mostre sul tema: #mostralospago

PREMI

Una giuria specializzata, composta da esperti del food e del design esaminerà tutti i lavori e premierà i primi tre con lo spago d’oro, lo spago d’argento e lo spago di bronzo. Una giuria popolare potrà invece interagire sul web e premiare con uno o più click il lavoro preferito, a cui attribuiremo un attestato di merito e oggetti di food design realizzati da Mauro Olivieri.