7 aprile 2016

Nadir : la birra filosofica di Gabriele Genduso

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Birrificio Nadir

Una solida base culturale sarà comunque indispensabile, qualunque cosa si decida di fare da grandi. Poi, ad un certo punto della vita i segnali che indicheranno la strada si faranno man mano più chiari; seguirli significherà semplicemente assecondare saggiamente le proprie inclinazioni, portassero pure a creare della birra. La filosofia porta alla saggezza, in questo caso attraverso la fermentazione di un progetto.

 

Birrificio Nadir

Una freccia indica la strada

Birra filosofica, non potrebbe essere diversamente per Gabriele Genduso, che mentre ne parla guarda in alto, visualizzando con precisione ogni componente, ogni dettaglio, ogni passaggio di lavorazione, ogni ingrediente necessario e utile a concretizzare un prodotto, quasi riuscisse ad annusarne già il profumo prima ancora di aver dato inizio alla lavorazione.

 

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Gabriele Genduso

Da una famiglia dove talento e capacità non mancano di certo, partì un segnale forte, frutto di buoni rapporti e di buone conoscenze, nel senso della competenza degli attori protagonisti di questa storia, dove gli affetti personali non sono stati affatto secondi nell’ordine di importanza nei confronti di questa scelta di vita.

Ora che però il periodo “rasta”, quello della pacata “contestazione” è passato, l’allargamento del progetto sta prendendo pieghe ugualmente idealistiche ma ben agganciate alle logiche commerciali di oggi, perché ancora di denaro si vive e purtroppo non ancora di baratto o di totale autogestione.

 

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Una parte delle moderne attrezzature

Da poco più di un anno, in questo luogo piuttosto defilato dal centro della caotica Sanremo si producono alcune birre artigianali di diverso stile, ma che hanno un filo comune condiviso, già intuibile guardando le etichette o prendendo in mano una delle pesanti bottiglie.

Anche il peso di un oggetto aiuta a far capire l’importanza che il suo autore gli vuole cedere quale testimone di passaggio; questo oltre all’aspetto estetico dell’etichettatura, curata nella grafica dall’artista Andrea Moresco, aka El Moro. Uno che non vuole passare inosservato, ma dove lo stile e la maniera vanno vicino alla comune comprensione.

Sulla sua pagina Facebook appare chiaro un messaggio provocatorio : Mens Insana, mentre bevendo le birre marcate da queste colorate etichette la prima reazione del fisico porta al rilassamento, e poi a riconoscere una sequenza ostica quanto voluta: quell’amaro e quella secchezza di fondo, uniti ad un senso di pulizia del gusto, un reset palatale continuo che invita a proseguire negli assaggi.

 

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Imbottigliamento

Qualche numero aiuta a far capire quanto sia selettivo il lavoro di Gabriele. Sono solo 20.000 i litri di birra prodotta all’anno, quando il modernissimo laboratorio sarebbe in grado di sostenerne quattro volte tanto. Ma la cura del dettaglio pone dei limiti ai numeri, anche considerato che le differenti birre sono già ben 11. Formazione completa si direbbe, ma un filosofo non si fermerà certo ad una questione numerica. A 28 anni ha appena cominciato a sviluppare un progetto che non ha ancora limiti definiti, tante sono le variabili possibili quando si immagina il sapore e il profumo di una bevanda.

 

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Alla spina

11 birre diverse, dai 3.5 ai 10.5 gradi, per ogni gusto e per ogni momento della giornata, a partire da un aperitivo leggero in tarda mattinata, oppure venendo qui da lui, ma solo il sabato pomeriggio, portandosi appresso qualche genere di conforto diverso, e potendo usufruire dello spazio in terrazza, dove per 3 euro a bicchiere sono disponibili le quattro birre alla spina. La altre sono in bottiglia di diverso formato.

Morbida e rotonda la natalizia e fortemente luppolata S.R.H.C. Straordinaria la corposa Imperial Stout dedicata all’Imperatrice Alexandrovna. Conturbante quella delicatamente profumata di lavanda, che rimanda ad un ricordo di viaggio in Provenza. Ci si cala invece tra gli ulivi annusando e bevendo la Monteffolia, voluta dal Maestro oliandolo Franco Roi, fornendo lui stesso le foglie di ulivo necessarie alla macerazione che ne caratterizza finemente un bouquet preciso, come fosse un vino bianco secco proveniente da un Gran Cru.

 

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Le “Speciali”

Le altre, tutte ricche di personalità e poco alcool, adeguate a questo clima emoliente, a partire dall’ultima nata, una birra da spiaggia da sorseggiare tra un tuffo e l’altro. Infine un ricordo per la nonna che non esitò mai a credere che Gabriele avrebbe coronato il suo sogno; la nonna che acquistava birre di diverso tipo per confrontarle con quelle del nipote, quasi di nascosto, con garbo. La filosofia porta alla saggezza.

 

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Il servizio in terrazza

Per chi volesse assaggiare queste birre in modalità “alla spina” oltre a venire quassù il sabato pomeriggio, la seconda ed unica opzione possibile in città è rappresentata da un piccolo locale in centro, in Via Corradi. L’insegna recita “In Bocca al Luppolo”. Qui troverete un altro visionario della birra, Andrea Magro, un altro che quando parla di birre alza lo sguardo e le visualizza nel vuoto.

 

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L’insegna

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Contatti

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Per l’estate in spiaggia

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Per non dimenticare la Nonna

foto gdf

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