7 settembre 2016

La stagione dei fichi

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Come molti alti frutti, maturano tutti insieme, o comunque nel giro di pochi giorni. Con i fichi si può avere anche più pazienza, ma quando i settembrini chiamano bisogna rispondere, e quelli che non si consumano freschi si possono sia trasformare in confettura oppure, come ci insegna Delio Viale del ristorante Da Delio di Apricale, metterli via dopo averli essiccati al sole e all’aria secca di settembre.

Fichi

“I fichi! Pilastro nell’alimentazione contadina nei secoli scorsi. Coltura complementare con l’ulivo in quanto espandeva le radici in profondità al contrario dell’ulivo che le espande piuttosto in superficie, riserva di zuccheri nella stagione invernale. Apricale con un territorio esteso ad un altitudine adatta alla coltivazione dell’olivo, anzi con un territorio quasi tutto vocato a questa coltivazione è ricco di piante di fico. I statuti comunali del 1200 riportavano pene severe a chi tagliava un ramo di fico senza autorizzazione.

I fichi secchi:

Si raccolgono i fichi (coli de dama, bel’omi) in piena maturazione, avendo l’avvertenza di non danneggiare il picciolo. Si posano su graticci di canne in un luogo ventilato e ombroso e si lasciano seccare. Quando sono secchi, si raggruppano in cumuli di circa 10/12 e si avvolgono in foglie di pesco. Si legano con la rafia e si conservano in un luogo fresco e asciutto. Tradizionalmente si mangiavano a Natale.”

PFM

Un grande piatto vegetariano dello chef Fabio Barbaglini : pomodori, fichi e melanzane

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