26 settembre 2016

La cucina a colori di Augusto Valzelli all’ Agrodolce di Imperia

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ONEGLIA – Scopriremo tra poco più di un mese se la Guida Rossa Michelin ci avrà o meno riservato un’altra sorpresa, e cioè se avrà individuato in giro per l’Italia un ragazzo di assoluto valore che possa abbassare ulteriormente l’età minima a cui attribuire quello che è inteso come il più grande riconoscimento per un cuoco, e cioè la prestigiosa stella Michelin, quella che fu attribuita oltre due anni fa e tuttora mantenuta da Augusto Valzelli all’Agrodolce di Imperia.

Aveva 23 anni quando gli cadde in testa questo onore che rappresenta anche una responsabilità. La prima, quella più emozionante; perché le altre se sei veramente bravo arriveranno di conseguenza, qui o altrove.

Agrodolce

Lungo la Darsena di Oneglia

Sono passati quasi tre anni da quell’exploit, ma Valzelli è un ragazzo che solo all’anagrafe dimostra quegli anni, età in cui molti suoi colleghi preferiscono rimanere al coperto, riparati dietro alla figura di un grande chef, oppure viaggiare per imparare altro.

Lui invece dimostra -con i suoi ragionamenti e con le sue idee- un’età superiore, che poi si evidenziano nella personalità esibita in questi piatti che parlano essenzialmente di mare, di frutti e verdure, di freschezza e profumi assai adeguati al clima che si respira qui in Darsena a Imperia Oneglia.

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Peccato che l’amministrazione non consenta -per ora ma le cose stanno cambiando- di differenziare con evidenza questo esterno terrazza vista yacht da altri esercizi che si occupano di una ristorazione più semplificata. Invece l’interno rivela il perché la stessa Michelin assegni le tre forchette al locale, tutto giocato su toni di bianco e giallo oro, con preziosi inserti di oggettistica (calde lampade) e citazioni artistiche.

Agrodolce

La sala principale, ma c’è anche una saletta più intima e riservata.

Un vero e proprio fiore all’occhiello per la Città dell’Olio, dove gustare piatti che non si possono trovare altrove, proprio perché l’originalità e le intuizioni di Augusto Valzelli non si possono sovrapporre al lavoro di altri, così come il giovane chef di origine bresciana, non ama ispirarsi e tanto meno copiare le idee di altri.

Agrodolce

La cucina sotto vetro

Per liberare i tratti, i gesti e la mente bisogna avere innanzitutto un’idea e poi un progetto da sviluppare, esercizio cerebrale che a questo chef riesce -evidentemente- molto bene. Ultimo plus da evidenziare, lo straordinario rapporto qualità prezzo : menù 5 portate a 45 euro e da sei portate a 50.

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Un crudo di mare d’autore, variabile, secondo il pescato e i prodotti dell’orto e dei frutteti.

Agrodolce

Il gambero rosso di Oneglia e il kiwi. Sembra strano, invece è solo buono.

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Una buona idea di riscoprire per la prossima festa dell’olio. La cagliata di latte al limone con mandorle tostate e olio nuovo.

Questo con le luci naturali della Darsena, mentre all’interno succedono altre cose, supportate da luci e colori ancor più intriganti e confidenziali.

Agrodolce

Lo chef affiora dalla cucina

Agrodolce

La calda ambientazione

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Klimt

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Ada

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Centro tavola con zucchina trombetta esuberante

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Sono ben quattro gli aperitivi offerti

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Triglie all’origano, melone e gazpacho di melone

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Il tegame di totanacce in ristretto di pomodoro e cipolla, basilico e plin farciti di pesto

Gelato ai frutti rossi

Gelato ai frutti rossi

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Millefloglie scomposta

Agrodolce

Il congedo dolce dell’Agrodolce, con ben cinque piccole cose da ricordare

 

foto gdf per Mauro Olivieri blog

 

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