18 maggio 2016

Alta Cucina in Teatro da Antonino Cannavacciuolo

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Quello originale, di fine settecento fu quasi totalmente abbattuto, perché ritenuto inadeguato per una città come Novara, in grande espansione economica e demografica in quegli anni, e così nel 1886 iniziarono i lavori di ricostruzione del nuovo Teatro Coccia, dove si fece un’operazione assai moderna per il periodo, e cioè si recuperò molto del materiale con cui venne costruito il precedente edificio.

Cannavacciuolo Novara

Cannavacciuolo Cafè e Bistrot

130 anni dopo un altro grande progetto fu portato a termine, perché proprio negli spazi contigui al Teatro Coccia è nato -qualche mese fa- il bistrot polivalente di uno degli chef a più alto contenuto mediatico di quest’epoca: Antonino Cannavacciuolo. Un nome, una garanzia. Il brand aiuta, ma ci vogliono anche i contenuti, inseriti in un contenitore coerente; perché se no entrare qui, nel nuovo Bistrò Cannavacciuolo?

 

Cannavacciuolo Novara

La zona bar pasticceria

Uno spazio bar pasticceria dove condividere, -all’aperto, sotto il porticato o al piano terra- un ricchissimo aperitivo, un caffè che ha un nome ed una provenienza, un dolcetto di alta pasticceria o un panino d’autore, e anche tutto quello che ci si aspetta da un bar d’alta classe, e che dispone di cucina destinata specificamente allo scopo. Si cucina su due piani, a vista, senza veli, facendo fumare le padelle senza filtro ma sotto vetro.

 

Cannavacciuolo Novara

La scala dorata che porta ai piani superiori e alla terrazza

Non si è lesinato ne’ sui materiali ne’ sulla portata della progettazione portata a termine nel minimo dettaglio, camuffando pure l’alta tecnologia, celata dentro un’atmosfera calda e ospitale. Porte ad apertura automatica (al tatto quelle dei bagni), luci design, insonorizzazione efficace, colori ton su ton che si alternano all’oro, che trasmette quella sensazione di un lusso da concedersi pur senza spendere grosse cifre, così come inevitabilmente sarebbe frequentando la casa madre della famiglia Primatesta-Cannavacciuolo, e cioè la fantastica ed esclusiva Villa Crespi di Orta San Giulio.

 

Cannavacciuolo Novara

La sala principale

Tavoli diversi, belli anche da vedere e quindi non coperti da tovaglie. Menù che riprendono i passaggi chiave delle opere teatrali: Ouverture, Opera, Balletto … Sedie e poltroncine di diversa foggia, colore e forma, quasi a far passare un messaggio di “ospitalità di casa”, dove se arriva un ospite inatteso si va a prendere la prima sedia che si trova in un altra sala, fosse pure diversa, non importa; quello che conta è sentirsi come a casa, o anche meglio, vista la qualità della cucina che si propone al piano superiore.

 

Cannavacciuolo Novara

Dettagli su poltroncine, sedie e tavoli

In realtà c’è anche un piano di mezzo, dove oltre ai bagni high tech ci si potrebbe infilare riservatamente in uno spazio teatrale che potrebbe ricordare un’intima piccionaia, piccionaia gourmet, perché qui anche l’alta cucina, così come negli altri ristoranti supervisionati da Antonino Cannavacciuolo non langue assolutamente.

 

Cannavacciuolo Novara

Posate nero satinato

C’è altro? Certo, una lunghissima terrazza che da sull’ampia Piazza consentirà di passare una bella estate gourmand, al fresco e senza insetti molesti, perché anche a questo si è pensato, grazie all’esperto Direttore Ivan Famanni, meticoloso fino all’esasperazione dei contenuti, quelli che rendono diverso un luogo grazie proprio alle attenzioni, a quei dettagli che fanno la differenza, quelle piccole cose che il cliente nota, perché non se le aspetta, perché non gli sono normalmente dovute, ma che qui trova offerte spontaneamente, corredate da un sorriso.

 

Cannavacciuolo Novara

Il minimale menù

Cannavacciuolo Bistrot

La lunghissima terrazza in corso di allestimento

Cannavacciuolo Novara

Una simbolica caprese. Dessert che sintetizza una filosofia di cucina italiana trasversale

foto gdf

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